Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: come può aiutare le imprese?

"L’Italia deve combinare immaginazione, capacità progettuale e concretezza, per consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale" - Mario Draghi

 

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: Tutto quello che c'è da sapere

Il PNRR è il documento che il governo italiano ha messo a punto per illustrare alla commissione europea come l'Italia intende investire i fondi nell'ambito del programma Next Generation EU. 

Il documento, recentemente approvato dalla commissione stessa, descrive quali progetti saranno realizzati con i fondi e le tempistiche d'attuazione, con anche un dettaglio sui costi e i benefici per la massima trasparenza. 
In totale, le risorse stanziate per questo grande progetto ammontano a 235,12 miliardi di euro, di cui 191,5 miliardi da sovvenzioni e prestiti europei, 13 milioni dal programma React-Eu e 30,6 miliardi deliberati direttamente dall'Italia con un apposito decreto legge. 

Secondo una relazione realizzata e pubblicata dal Centro Studi del Parlamento, l'impatto del PNRR sull'economia italiana sarà piuttosto elevato, tanto da portare il tasso di crescita potenziare all'1,4%.

Come è stato redatto il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?

Il piano è stato redatto seguendo le linee guida europee e le Priorità traversali. Esse non sono altro che i principi che guidano gli investimenti su cui si basano le riforme e i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Esse sono: un investimento sui Giovani, la Parità di genere e la Riduzione del divario di cittadinanza tra le regioni italiane.

Il PNRR in sé si articola in 6 missioni, ovvero le tematiche principali su cui intervenire, che sono: 

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; 
  • Rivoluzione verde e transizione ecologia; 
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile; 
  • Istruzione e ricerca; 
  • Coesione e inclusione; 
  • Salute.

Le missioni si articolano poi in Componenti, aree di intervento specifiche.

Digitalizzazione e Innovazione: Come utilizzare i bonus del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Ci sono diversi Componenti che potranno favorire un miglioramento generale delle infrastrutture tecnologiche pubbliche e private. Diversi milioni sono stati stanziati a favore dei sistemi informatici delle pubbliche amministrazioni, per le "scuole connesse", per la sanità e anche per una connessione internet migliore in tutte le parti d'Italia. 

Quello che più di tutti spingerà sulla digitalizzazione privata è il piano di investimenti chiamato "Transizione 4.0". Il suo scopo è quello di creare un sistema produttivo (e non) più digitale, potenziare la ricerca, favorire il trasferimento tecnologico e promuovere la trasformazione digitale dei processi e l'investimento in beni immateriali.

Il processo di digitalizzazione può sembrare molto complicato, ma scegliendo le giuste tecnologie e affidandosi a partner competenti ed esperti sarà tutto molto più semplice. Ecco 4 digital enable su cui investire con il piano "Transizione 4.0"!

    1 - Il cuore della trasformazione digitale sono senza alcun dubbio i dati.
Per questo motivo è importante non solo raccoglierne il più possibile (Big Data) ma anche saperli analizzare nel modo corretto. Raccogliere, analizzare e comprendere i dati è utile per tutti i comparti aziendali (dalla logistica, alle risorse umane, passando per la divisione amministrativa e la gestione finanziaria). La creazione di modelli di analytics su misura permetterà di minimizzare gli sforzi manuali, supportare le decisioni strategiche e massimizzare i risultati.

    2 - Parlando di dati, non si può non parlare di cyber security.
Come già detto, l'importanza dei dati sta diventando sempre più cruciale in qualsiasi settore, per questo la loro protezione gioca un ruolo chiave. Soluzioni di sicurezza informatica obsolete e persone poco formate potrebbero causare perdite molto elevate, un fermo delle attività e un danno contingente alla propria immagine. Esistono però soluzioni avanzate come il Security Operation Server (SOC) e il Managed Service Provider (MSP) che possono venire in soccorso, monitorando e proteggendo la rete costantemente e rilevando le minacce prima che possano causare danni.

    3 - Il protagonista degli ultimi trend tecnologici (leggi qui quelli del 2022) è il cloud. 
Le soluzioni di cloud computing permettono di accedere ai propri dati ovunque, con più facilità ed agilità. Così facendo si migliora la collaborazione tra team, si velocizzano i processi di analisi e si rende la propria azienda più resiliente. Scegliendo il modello Cloud adatto alla propria realtà si ottiene più efficienza e potenza, dimezzando i costi e migliorando la gestione.

    4 - Come ultimo di questa lista, ma non per importanza, troviamo l'IoT.
L'internet delle Cose  permette di rendere intelligenti i dispositivi come i macchinari, le autovetture per le consegne e le attrezzatture automatizzando il loro utilizzo, raccogliendo dati e tenendo sempre sotto controllo una serie di parametri interessanti come l'utilizzo, il consumo energetico e la posizione. Implementare l'IoT in azienda significa aver un maggior controllo sulle proprie risorse, rendere sempre più semplice l'utilizzo dei dispositivi e massimizzare i ricavi riducendo i costi.

Come cogliere l'occasione di digitalizzarsi grazie al PNRR?

Le opportunità per le imprese che vogliono digitalizzare non mancano, anzi sono ampiamente previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. 

Tuttavia, la situazione può risultare complessa, soprattutto per le piccole e medie realtà che in Italia costituiscono la maggior parte delle imprese. Il report condotto dall’Osservatorio innovazione digitale nelle PMI della School of Management del Politecnico di Milano, evidenzia che solo il 9% delle PMI ha un approccio definito “avanzato” relativamente alla digitalizzazione ossia, spiegano gli esperti dell’Osservatorio, dotato di una visione strategica del percorso di trasformazione digitale. Si delinea dunque la necessità di un cambiamento culturale.

Un altro problema con cui il PNRR, e di conseguenza la digitalizzazione, si trova a fare i conti è la mancanza di know how e competenze digitali. Sempre l’Osservatorio rileva che il 42% delle PMI ha dichiarato di avere basse competenze digital, con conseguenti difficoltà nell’introduzione di processi innovativi e tecnologie.

Diventa dunque fondamentale farsi affiancare da partner tecnologici che forniscano supporto e consulenza per aiutare le imprese ad affrontare il percorso di trasformazione digitale in modo sereno e corretto, accedendo ai fondi e diffondendo conoscenza sulle opportunità a disposizione e su come implementare in maniera corretta le nuove tecnologie.  

email-1

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Per rimanere aggiornato su tutte le novità, leggere gli ultimi articoli del blog e conoscere gli eventi in programma nelle prossime settimane, iscriviti subito alla newsletter

Iscriviti